I Padri Pellegrini, la Mayflower, Firenze e Thanksgiving

I Padri Pellegrini, la Mayflower, Firenze e Thanksgiving

I Padri Pellegrini

Ai piedi di una collinetta, vicino alla spiaggia sul lungomare di Plymouth, lungo costa del Massachusetts, si trova una grande pietra di granito con un’incisione: 1620; per ricordare l’11 Novembre 1620, la data dello sbarco dei Pilgrim Fathers a bordo della famosa nave Mayflower. Secondo la tradizione la pietra ricorda il punto esatto in cui i Padri Pellegrini misero per la prima volta piede a terra nel Nuovo Mondo.

La nave, salpata il 6 settembre 1620 da Plymouth (Inghilterra), dopo 2.750 miglia, viaggiando a una velocità media di poco meno di 2 km/h, approda negli attuali Stati Uniti, a Cape Cod, due mesi dopo, l’11 novembre, il viaggio è concluso. Il gruppo dei Padri Pellegrini era formato da 102 persone, fra cui membri della congregazione puritana, famiglie in miseria e avventurieri in cerca di fortuna nel Nuovo Mondo, oltre ai 30 membri dell’equipaggio. Grazie ad amicizie e accordi con Sir Edwin Sandys (responsabile della colonia della Virginia) ottengono una concessione, ma una volta a terra, scoprono di non essere in Virginia, dove erano diretti, bensì in Massachusetts, nel territorio dei nativi americani. Sandys si era impegnato a dare loro parte delle terre nella zona settentrionale in nord America, stavano progettando di costruire il loro insediamento intorno alla foce del fiume Hudson, vicino all’attuale Long Island, a New York, ma quando la Mayflower quasi naufragò in alcuni difficili banchi al largo della costa di Cape Cod, decisero, allora, di non rischiare un altro tentativo, ma di esplorare invece la regione intorno a Cape Cod. Rinunciando alla concessione ottenuta, i Padri Pellegrini fondarono la Colonia di Plymouth, riconosciuta ufficialmente il 1º giugno 1621.

 

La baia di Cape Cod forma un porto naturale, ideale per l’approdo sottovento della nave.

Una volta giunti a terra molti coloni misero in chiaro che non si sarebbero sentiti vincolati da nessuna delle norme del ‘vecchio mondo’; anzi, da nessuna regola in generale. Dal momento che non potevano più andare a stabilirsi dove avevano pensato e che, tecnicamente, non avevano il permesso del Re d’Inghilterra, i pellegrini elaborarono il cosiddetto Mayflower Compact per darsi l’autorità per stabilire un governo. Era una soluzione temporanea, un patto sociale che dava vita al loro governo nel nuovo continente fino a quando si sarebbe ottenuta una licenza ufficiale. Il Mayflower Compact stabilì le basi del governo e garantì diritti a tutti i coloni. Le terre della colonia di Plymouth furono messe in comune dai pellegrini ai loro partner, i mercanti di Londra.

Ma cosa spinse un gruppo di fervidi credenti e ispirati avventurosi cittadini europei a viaggiare verso l’ignoto? L’Inghilterra all’inizio del XVII sec. stava vivendo un periodo travagliato: le divergenze religiose e politiche, portarono a persecuzioni nei confronti della chiesa calvinista e delle nascenti congregazioni minori, o chiese riformate, alcuni sacerdoti furono sospesi. Si assiste alla nascita di gruppi di protestanti che credevano non fosse sufficiente la separazione formale dalla chiesa cattolica romana, ma che se ne dovesse altresì eliminare ogni traccia. Si proponevano di purificare la chiesa, da cui il nome puritani; rifiutavano l’autorità dei vescovi e ritenevano che ciascuna congregazione dovesse governarsi da sé, separatamente rispetto alla chiesa nazionale, vennero poi chiamati separatisti. Fu così che un gruppo di riformati puritani emigrò nei Paesi Bassi, l’unico paese in cui era presente una certa tolleranza religiosa, vi rimasero per oltre dieci anni, poi tornarono in Inghilterra e decisero di partire verso un futuro di promesse. Si convinsero che per loro l’unica strada possibile era lasciare l’Europa e iniziare una nuova vita in nord America. L’esilio, il lungo viaggio, le loro convinzioni religiose, il mito della terra promessa, valsero loro il nome di Padri Pellegrini.

 

La firma del Patto della Mayflower 1620, Jean Leon Gerome Ferris, 1899

Prima di affrontare l’avventuroso viaggio i pellegrini investirono buona parte del loro denaro presero accordi con un commerciante di ferro, Thomas Weston, decisi a dar vita, sotto la protezione inglese, a un’attività di commercio di caffè e tè, per assicurarsi una sopravvivenza una volta sbarcati. Poi affittarono il galeone che poi divenne noto come Mayflower, o fiore di maggio.

Mayflower

La Mayflower era un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate, la struttura dell’imbarcazione non era per niente ideale per la vela oceanica, le alte onde e le violenti tempeste atlantiche avrebbero potuto essere fatali per quel tipo di navi, più adatte alla navigazione lungo costa in Europa. Appartenuta alla famiglia fiorentina dei Guicciardini, la Mayflower, deve il suo nome alla città di Firenze, l’antica Florentia, città dei fiori, la colonia fondata in primavera e dedicata alla dea Flora, dai romani molti secoli prima. La nave dei pellegrini ha quindi un posto importante nella storia americana, rappresenta un simbolo dell’antica colonizzazione europea dei futuri Stati Uniti. Le fonti principali di notizie del viaggio della Mayflower e della creazione della colonia di Plymouth sono le lettere e il diario di William Bradford, che fu il leader del gruppo, poi governatore della colonia. Tra i passeggeri della Mayflower si ricordano: Christopher Jones il capitano e co-proprietario dell’imbarcazione, John Alden, organizzatore del viaggio e fondatore della colonia; John Carver, primo governatore; William Bradford, che venne nominato governatore alla morte di Carver e venne rieletto per trenta volte consecutive. Fra i pellegrini c’erano anche tre donne incinte, una di loro diede alla luce il bambino durante la navigazione e il piccolo fu chiamato Oceanus. La nave ritornò in madre patria lasciò Plymouth il 5 aprile 1621 e riattraccò al porto in Inghilterra il 6 maggio.

La notizia dell’abbondanza nelle colonie oltreoceano giunse in Inghilterra e in meno di quindici anni la popolazione di Plymouth superò le 2.000 unità. Altri puritani conclusero, come già avevano fatto i separatisti, che la loro ‘terra promessa’ si trovava sull’altra sponda dell’Atlantico. Nel 1640 erano circa 20.000 gli immigrati inglesi che vivevano nella Nuova Inghilterra e così nel 1691 Plymouth fu annessa alla colonia della Baia del Massachusetts, facendo diventare Boston il centro spirituale puritano della regione del New England.

Una riproduzione della Mayflower è stata recentemente restaurata e fatta salpare a Plymouth (MA) per celebrare i 400 anni dallo sbarco.

Thanksgiving

Se non fosse stato per gli amichevoli nativi americani che insegnarono loro ciò che sapevano, i pellegrini non sarebbero mai sopravvissuti. Gli indigeni agirono come guida attraverso i boschi e mostrarono ai coloni la foresta, le tecniche di caccia, come fare lo zucchero d’acero, i mocassini e le canoe di corteccia di betulla e come aumentare i raccolti di mais e di tabacco. Fecero anche conoscere loro il tacchino, un animale sconosciuto in Europa. Questi aiuti però, per alcuni, giunsero troppo tardi; la metà dei coloni morì durante il primo inverno nel Massachusetts. Ma chi rimase non perse tempo: l’anno successivo i sopravvissuti mostrarono di aver appreso bene la lezione in breve costruirono case adatte al freddo, impararono dagli indiani a sopravvivere in un luogo nuovo, a tratti ostile e di certo a loro sconosciuto. Nell’autunno del 1621, produssero il loro primo raccolto con successo e in segno di gratitudine, decisero di dedicare del tempo per ringraziare dio delle buone cose che avevano ricevuto. Celebrarono così il loro primo Giorno del Ringraziamento, dando inizio alla tradizione del giorno del Ringraziamento, Thanksgiving Day, appunto.

«Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina… per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni.»

Nel menù di quel primo Ringraziamento americano secondo la tradizione ci furono pietanze che divennero tradizione per le feste: il tacchino, la zucca, insieme con altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte cereali, frutta secca noccioline e caramelle.

Nei secoli successivi la tradizione del Thanksgiving si estese a tutto il Paese, nel 1789 George Washington proclamò la giornata nazionale del Ringraziamento.

La festa è molto sentita dagli statunitensi, osservata da tutti gli strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti. Si celebra riunendosi con tutta la famiglia e preparando pranzi elaborati. Il protagonista della tavola è, suo malgrado, il tacchino: ripieno e guarnito da bacche, accompagnato dalla salsa di mirtillo, servito con le patate dolci e la torta di zucca, di solito offerto anche ai vicini di casa e alle persone meno fortunate. Solo negli Stati Uniti, più di quaranta milioni di tacchini vengono consumati durante il weekend festivo ogni anno.

Si celebra il quarto giovedì di novembre.

Emanuela Gavilli
Guida Turistica AGT Firenze

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